Ne avevamo già parlato qualche mese fa e torniamo sul pezzo oggi.
Il Re-branding è infatti un argomento molto dibattuto e da sempre attuale.

DA SEMPRE.

Sì perché le aziende -da sempre- si rinnovano.
L’ultimo il caso Juventus: quante se ne sono dette sul lancio del nuovo logo?
1. “Orribile”
2. “Non vuol dire niente”
3. “Era meglio prima…”
4. “Ma che roba è?!”
5. “Ma perché?”.

Alle prime quattro domande non c’è risposta: sono esclamazioni frutto di gusti e pensieri personali e di persone che ignorano le dinamiche aziendali e del B2B/B2C.
All’ultima domanda, ovvero “Ma perché?”, una risposta c’è.

IL PERCHÈ.

Il perché è che per fortuna (o purtroppo) il mondo si evolve seguendo le tendenze e i gusti del tempo e del mercato. Così come cambia il mondo, anche se non ce ne accorgiamo, cambiamo anche noi.

BELLO O BRUTTO?

Quello che non è chiaro è che un logo, al di là di bello o brutto, deve essere ben progettato. E su quello di Juventus non si discute: è un segno forte, essenziale, inconfondibile.
Ma partiamo da una cosa basilare: spiegare il perché di un logo e la sua importanza.

IL LOGO.

Nel mondo delle piccole e medie imprese non tutti hanno ancora acquisito l’importanza dell’avere una solida identità. Si tratta di un fenomeno per lo più italiano: in Italia c’è infatti una scarsa percezione dell’immagine coordinata aziendale.
Succede quindi che molti imprenditori si creino loghi da soli o si affidino a cugini tuttofare. Chi non ne ha uno?! Sfidiamo chiunque e vi diremo di più: anche noi ne abbiamo, ma vietiamo loro qualsiasi iniziativa inerente alla comunicazione e al graphic design. (Vi prego fatelo anche voi, per voi!).

Il logo è il primo elemento di identificazione di un marchio.
È la vostra faccia.
La vostra stretta di mano.
La vostra credibilità e la vostra consapevolezza. 
Mai sentito parlare di “awareness”?
È il vostro business.

Non esiste azienda (piccola o grande che sia) che non abbia mai fatto almeno un restyling di logo.
Si può decidere di fare un re-branding totale o parziale: queste sono decisioni che vanno affrontate internamente e ponderate attentamente.
Ad ogni modo, non importa quanto fatturiate o quanto sia grande la vostra impresa. Innovarsi è necessario. NE-CES-SA-RI-O. Capito bene?

FACCIAMO UN GIOCO.

Guardate il vostro logo e rispondete a queste domande:
• È attuale?
• Può piacere al vostro cliente obiettivo?
• Rispecchia i vostri valori?
• È in linea con le tendenze del marketing 2.0?
• Ha mai subito almeno un re-branding?
• Emerge tra i vostri competitors?

Se ad almeno due, o addirittura a tutte queste domande, la risposta è NO… state creando un danno a voi stessi e alla vostra azienda.

Ecco alcuni dei brand più famosi che hanno deciso di stare al passo con i tempi:
Coca Cola, Fanta, McDonald’s, Starbucks, Chiquita, Mini, Citroen, BMW, Tim, Enel, Mastercard, Google, Rai, Ebay, Facebook, Instagram, Dropbox, airbnb, Shell, Wolkswagen, Paypal, Spotify, Microsoft, Yahoo, Bing, Amplifon, Apple, Nivea, Juventus…
Siamo sicuri che di alcuni non vi siate nemmeno accorti di nulla. Andateveli a vedere! 😀

Attenzione però! Non solo i grandi brand hanno capito quanto sia importante innovarsi: anche le piccole e medie imprese (PMI) piano piano, con le proprie risorse, si stanno muovendo in questa direzione.

Se sei una PMI e vuoi capire come muoverti, cosa potresti fare di più per la tua azienda… scrivici!