Glossario.

Tecnicismi, parole, inglesismi ormai di uso comune. Scopriamo il loro reale ed effettivo significato.

BUYER’S JOURNEY

Il Buyer’s Journey è il processo di ricerca attiva che un potenziale cliente mette in atto prima di un acquisto. È uno degli strumenti fondamentali per una strategia di Inbound Marketing e deve essere definita insieme al Buyer Persona dell’azienda.
Durante questa ricerca attiva, l’utente passa attraverso fasi ben definite all’interno del ciclo di acquisto: awareness, consideration, decision.
1. Awareness. In primo luogo, l’utente rileva un problema/necessità e inizia a cercare informazioni che lo aiutino a comprendere meglio le sue esigenze/aspettative.
2. Consideration. In questa fase, l’utente considera tutte le soluzioni che esistono sul mercato e che possono aiutarlo a centrare il suo obiettivo.
3. Decision. Infine, l’utente sceglie una delle opzioni tra quelle considerate.

Traccia il journey del cliente attraverso il contenuto
L’azienda che conosce e lavora su ciascuna delle tappe del Buyer’s Journey avrà un grande vantaggio sulla concorrenza. Se vi state chiedendo come creare un Buyer’s Journey, tenete presente che uno degli obiettivi è quello di fornire al Buyer Persona contenuti interessanti, educativi e utili in ciascuna delle fasi per accompagnarlo in modo naturale, fino al momento della decisione. Sapere quali contenuti produrre in ogni fase è la chiave per un buon Lead Nurturing.

Ecco le diverse tipologie di contenuti e i formati più efficaci in ciascuno dei momenti del processo:
1. Awareness. L’utente è alla ricerca di contenuti educativi che lo aiutino a identificare, definire e comprendere il suo problema/necessità e a stabilire i requisiti della soluzione. In questa fase, i formati più utilizzati sono guide, eBook, blog post o whitepaper.
2. Consideration. L’utente conosce già il suo problema e inizia a cercare le possibili soluzioni. Individua le aziende che possono offrire un prodotto/servizio in base alle sue esigenze e necessità. Video, podcast, confronti tra prodotti, webinar o guide degli esperti sono i formati più efficaci in questa fase.
3. Decision. L’utente analizza le possibili opzioni e seleziona l’azienda che meglio risolve il problema/necessità. I formati migliori per questa fase sono i case study, le demo dei prodotti o la documentazione del prodotto o del servizio. Inoltre, sono decisivi anche altri servizi che l’azienda può fornire, come la spedizione gratuita, una migliore qualità/prezzo, garanzie, etc.

BUYER PERSONA

Con il termine Buyer Persona si intende il potenziale cliente ideale.
Il Buyer infatti, è identificato con colui che compra, ha potere di acquisto, ma non è ancora diventato Customer (Cliente).
È necessario pensare alla Buyer Persona come un modello vero e proprio, una persona da tenere in considerazione come riferimento, per sviluppare la nostra strategia di Marketing e Comunicazione.
Cerchiamo anche di immaginarla fisicamente. Spesso aiuta. È alta o bassa? Magra o grassa? È uomo o donna? Ma soprattutto, dovremo impegnarci per realizzare le nostre Buyer Personas il più dettagliate possibili a livello sociale, caratteriale e di interessi.
Infatti, più caratteristiche daremo alla nostra Buyer Persona, più otterremo un modello specifico a cui ispirarci, per gestire una nostra ipotetica conversazione con un potenziale cliente tipo.
Ecco, questo è lo scopo della costruzione della Buyer Persona.
Sapere di cosa parlare, con quali termini, attraverso cosa, come possiamo aiutarlo… per attirarlo a noi e trasformarlo da potenziale cliente a cliente finale, felice e soddisfatto.
E non a caso, attirare è uno dei punti fondamentali dell’Inbound Marketing.
La filosofia dell’Inbound infatti, tocca 4 punti fondamentali: attirare, convertire, convertire e deliziare.
Per fare in modo che questo percorso di trasformazione avvenga, abbiamo bisogno di ogni strumento possibile. E tra questi, le Buyer Personas spiccano. Perché saranno in grado di fornirci la base per creare una strategia di posizionamento, incentrata sulla focalizzazione, e ci aiuteranno a mantenere un rapporto molto stretto con coloro che diverranno nostri Customer (Clienti).
Dobbiamo avere un quadro completo e dettagliato della nostra Buyer Persona, proprio per riuscire ad attirarla verso di noi, convertirla in lead, concludere trasformandola in Customer, e continuando a “coccolarla”, facendola divenire addirittura Ambassador del nostro Brand.
Per ottenere una buona Customer Experience è necessario far sentire il cliente al centro, protagonista indiscusso della nostra conversazione.

CALL TO ACTION

Una call to action (CTA) è la parte finale di un messaggio di marketing che tenta di indurre una persona a compiere un’azione desiderata.
È un invito all’azione che mira ad indurre un visitatore a compiere immediatamente un’azione precisa. “Compra ora!” e “Registrati subito!”, sono alcuni esempi comuni. In ogni caso, le CTA sulla pagina indicano all’utente quali azioni intraprendere successivamente per continuare a interagire con il sito e spostarsi più in basso nella canalizzazione di conversione.
Generalmente assume la forma di un pulsante o di un collegamento ipertestuale.

Perché è necessario un invito all’azione?
L’invito all’azione è un elemento chiave in una pagina Web, che funge da indicatore che consente all’utente di sapere come procedere. Senza una chiara CTA, l’utente potrebbe non conoscere i passi successivi da intraprendere per acquistare un prodotto o iscriversi a una newsletter ed è probabile che lasci il sito senza svolgere il proprio compito.
Un invito all’azione chiarisce quale azione intraprendere successivamente e aiuta a rimuovere l’attrito spostando l’utente lungo la canalizzazione di vendita. Ci possono anche essere più chiamate all’azione su una pagina se ci sono più azioni che l’utente desidera intraprendere.
Ad esempio, se un lettore atterra su un articolo del blog e non c’è un chiaro invito all’azione in fondo al post, è probabile che il lettore lasci il sito senza completare altri compiti. Tuttavia, se nella parte inferiore del post c’è un CTA che chiede loro di leggere più articoli o di iscriversi a una newsletter via e-mail, ciò può incoraggiarli a continuare a interagire con il sito.

Qualche esempio.
Su un blog le CTA potrebbero essere: “Leggi altri articoli”, “Iscriviti alla nostra newsletter”, “Condividi sui social media”, ecc.
Mentre su un sito di e-commerce, possono essere maggiormente focalizzati sulla vendita: “Aggiungi al carrello”, “Acquista ora”, “Aggiungi alla lista dei desideri”, ecc.

Per verificare l’efficacia di vari inviti all’azione sul sito web o sulla pagina di destinazione, si possono utilizzare i test A / B per testare le CTA: ciò eliminerà ogni dubbio e fornirà informazioni supportate dai dati che consentono di ottimizzare le CTA con la conversione più alta.

CRM

Il CRM (Customer Relationship Management) è un sistema che consente alle aziende di gestire i propri processi aziendali ed in particolare le informazioni e i dati che derivano da essi.
Il CRM è la piattaforma per eccellenza per gestire ed organizzare al meglio le relazioni con i clienti, tracciare le interazioni ed ottimizzare l’intera esperienza online e offline con clienti attuali e potenziali. L’obiettivo è semplice: semplificare e rendere efficienti i processi e migliorare la redditività.
I sistemi CRM non fanno nient’altro che collegare informazioni su clienti provenienti da varie fonti, come ad esempio email, siti web, negozi fisici, eventi, call center, advertising online, etc..

Oggi, per essere competitivi nei mercati bisogna porre la giusta attenzione sul cliente.
Per farlo, l’azienda deve capire a chi si rivolge, creare interesse e conservare la fedeltà del cliente nel tempo.

Ecco alcuni tra i benefici nell’utilizzare il CRM:
Gestione accentrata delle anagrafiche e di tutte le informazioni sugli scambi intercorsi tra cliente e azienda; in questo modo non bisognerà reperirli in più sistemi/piattaforme esterne.
Maggiore collaborazione tra i team. Con la condivisione delle informazioni nel CRM, il cliente che si interfaccia con le diverse aree aziendali può vivere un’esperienza coerente e completa, al di sopra delle aspettative.
Automatizzazione di attività e processi ripetitivi, per avere più tempo a disposizione da dedicare ai clienti attuali e potenziali.
Funzionalità di reportistica avanzata per evidenziare lo stato attuale della pipeline e per fare previsioni di vendita future più precise. In questo modo ci si basa sui dati, non su supposizioni e sensazioni.

CX

La Customer eXperience è l’esperienza che ogni cliente (o potenziale tale) vive quando entra in contatto con l’azienda. Essendo un “risultato cognitivo ed emotivo” è evidente che, a parità di prodotto, servizio e tecnologia, due persone diverse possono vivere esperienze diverse.
Le aziende hanno comunque la necessità di curare la Customer Experience, poiché in base ad essa le persone saranno più propense o meno a consigliare l’azienda. Ed oggi, con l’utilizzo dei social media, questa esigenza è ancora più forte.

DA

La Domain Authority (DA) è un punteggio cumulativo di affidabilità per un determinato dominio web; sostanzialmente una classifica, su una scala che va da 1 a 100, che definisce come un sito si posiziona sui risultati dei motori di ricerca.
Quando i motori di ricerca formulano le pagine dei risultati (SERP), di solito cercano due cose: la rilevanza (quanto il contenuto sia appropriato per la query ricercata) e l’affidabilità (quanto sia prezioso e affidabile il contenuto). Più alto è il livello di autorità di dominio di un sito, maggiore sarà la possibilità del sito di posizionarsi in alto sui motori di ricerca.
I motori di ricerca come Google sono il modo principale in cui miliardi di utenti vanno alla scoperta di informazioni ed aziende, quindi è importante far arrivare il vostro sito ai primi posti per i termini di ricerca per voi rilevanti, per assicurarvi un flusso sempre crescente di nuovo traffico verso il vostro sito.

Quindi, è fondamentale non trascurare la domain authority, ossia l’autorevolezza del dominio, nella strategia di ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO).

HUBSPOT

HubSpot è un piattaforma software online basata su un potentissimo CRM (Customer Relationship Management).
La strategia di Inbound Marketing, che descrive il percorso per attrarre nuovi contatti ed accompagnarli durante il processo di vendita (funnel di vendita), è nata con HubSpot.
Esistono tantissime piattaforme che promettono di fare Inbound Marketing, ma solo HubSpot è sinonimo di Inbound Marketing.
Non solo perché offre tantissime funzionalità e processi, ma perché l’intera piattaforma, la filosofia aziendale, il team di support ed i Partner HubSpot, adottano, intrinsecamente, la filosofia Inbound.

INBOUND MARKETING

E’ il metodo per trovare clienti online, sfruttando le potenzialità del web. L’Inbound marketing si concentra sulla creazione di contenuti, educativi ed interessanti, al potenziale cliente con l’obiettivo di attirarlo nel tuo sito web.
Ciò che caratterizza l’Inbound Marketing è che non sei tu ad andare dal potenziale cliente, ma è lui che viene da te.

L’inbound marketing si basa su due pilastri, ovvero contesto e contenuti, e si compone principalmente di 4 fasi:
Attirare il traffico al sito
Convertire i visitatori in contatti (profilazione)
Chiudere i contatti in clienti
Deliziare i clienti in modo che saranno i tuoi promotori

LANDING PAGE

La landing page è una pagina web a cui l’utente approda dopo aver cliccato sul link di un motore di ricerca, su un banner, o seguendo un qualsiasi altro percorso disegnato da una campagna di web marketing.
L’obiettivo di una landing page è generare contatti profilati (leads) o vendite (sales). Più precisamente, lo scopo è quello di indurre l’utente a compiere una determinata azione, tipicamente compilare un form di contatto (landing page per la lead generation o squeeze page) o compiere un acquisto (landing page per la vendita o sales page).

Una landing page è costituita da pochi elementi, tutti necessari affinché il messaggio pubblicitario abbia effetto e raggiunga il suo scopo: indurre le persone all’azione. I principali elementi sui quali lavora il digital copywriter sono l’headline, la bodycopy e la/le call to action, il tutto inserito in un format e veicolato attraverso uno specifico linguaggio e tono di voce, al fine di convincere i visitatori e convertirli in lead. Tali elementi sono tra loro interconnessi e contribuiscono a creare un effetto scivolo che porta l’utente a leggere il testo fino alla fine.

Gli utenti possono approdare su una landing page dopo aver cliccato su:
• una campagna google Ads
• una campagna banner
• una campagna social
• una campagna DEM
• link presenti nelle pagine del sito web o blog aziendale, nei post sui social

LEAD

Un lead è un potenziale cliente.

Un lead è un cliente che ha manifestato il suo interesse nei confronti di un prodotto o servizio, ha compilato il modulo di contatto e ha lasciato i propri nominativi per avere maggiori informazioni. È qualcuno realmente interessato ad un prodotto o servizio, ma non per questo siamo sicuri che acquisterà. Un contatto qualificato, da non farselo scappare, cerchiamo di condurlo sulla landing page che abbiamo appositamente creato, con attività di Lead generation per coccolarlo ancora un po’.

Lead o prospect: di cosa parliamo?
Un lead è un utente che ha manifestato il suo interesse compilando un form, non è detto che completerà l’acquisto. Un prospect, invece, è una persona realmente interessata all’acquisto. Il cliente prospect ha dato il proprio consenso per ricevere newsletter con informazioni commerciali  su prodotti e servizi.

LEAD GENERATION

È il processo di generazione di contatti, che serve per attirare al sito gli utenti e, soprattutto, per convertire in clienti coloro che hanno mostrato interesse verso la tua azienda.
A partire dall’acquisizione del contatto, questo processo ha come obiettivo proprio la trasformazione di questo primo touchpoint in una conversione.
Perché è importante generare lead? Semplice: una volta che hai attratto a te il potenziale cliente, è fondamentale acquisirne un contatto per costruire una strategia di conversione. I contatti generati sono altamente qualificati: ciò vuol dire che le persone che mostrano interesse hanno una maggiore predisposizione all’acquisto del tuo prodotto o servizio.
Si può attivare un percorso di generazione di lead online sfruttando, ad esempio:
• Il download di una risorsa gratuita, come un report in PDF
• L’iscrizione ad una newsletter
• L’iscrizione ad un webinar
• L’invio di un campione gratuito di prodotto
Per innescare questo processo, il visitatore clicca su una specifica Call To Action (CTA), che lo invita a compiere un’azione. Non c’è acquisizione di lead senza CTA: dai istruzioni chiare ed univoche all’utente e guidalo attraverso il processo di azione. A questo punto, l’utente atterra su una pagina di destinazione dove potrà lasciare il suo contatto, compilando un form.
Il processo di generazione di lead può partire anche offline: pensa, ad esempio, alla possibilità di ritirare un voucher sconto valido in negozio in cambio della tua mail e del tuo numero di telefono.

LOCAL SEO

La Local SEO è il posizionamento locale/geolocalizzato di un sito web sui motori di ricerca.
A differenza del SEO tradizionale, il cui intento è posizionare un sito a livello nazionale o internazionale (come per i siti e-commerce), con la Local SEO si mira a ottenere visibilità organica in una zona geografica ben circoscritta.
Questa branca della SEO (Search Engine Optimization) è utile soprattutto per quelle realtà che erogano servizi a diretto contatto con il pubblico. Quindi è il caso di negozi fisici, hotel, ristoranti, artigiani, studi dentistici, etc..
Al giorno d’oggi, non sono rare le ricerche come “elettricista a Milano”, “sushi a Roma”, etc.
Questo tipo di ricerca, basata sulla Local SEO, prende il nome di Local Search.
Considerando che attualmente le ricerche più gettonate riguardano i “near me”, ovvero “vicino a me”, studiare una strategia di posizionamento locale è diventato fondamentale. Soprattutto con l’arrivo degli smartphone. Lo scopo è quello di migliorare la visibilità del nostro sito, in una specifica area geografica.

PAY OFF

Il Payoff è quell’elemento verbale che accompagna il logo di una azienda o di un prodotto e ha il compito di riassumere in una frase l’essenza dell’azienda o del prodotto, lasciando una promessa al pubblico e rendendola/o attraente, interessante e riconoscibile.

Quali regole deve rispettare un buon Payoff?
Il messaggio deve:
Comunicare sinteticamente mission, valori e filosofia del brand
• Essere semplice da capire (questo dipende molto dal target dell’azienda o prodotto).
• Essere memorabile. La frase di Payoff deve essere facile da ricordare: più sarà breve, più sarà efficace e vincente.
• Mettere in risalto la qualità del servizio/prodotto offerto.
• Assumere una rilevanza distintiva ai consumatori.

Il Payoff, insieme al logo e al claim, è uno dei fattori fondamentali nel processo di costruzione della brand identity.
Per creare un Payoff efficace, capace di raccontare i valori del brand, c’è bisogno di una strategia di branding; senza strategia non c’è creatività.
È bene ricordarsi che il Payoff dovrà essere specifico per il business ed evitare concetti fumosi. L’obiettivo è solo uno: valorizzare il brand e distinguersi dai competitors.

OUTBOUND MARKETING

Comprende i tradizionali metodi di marketing che interrompono le persone per spingerle a porre attenzione al messaggio che viene proposto loro attraverso spot televisivi e radiofonici, annunci stampa, affissioni, banner pop up, ecc.

È infatti noto come interruption marketing, nato prima di Internet, in cui l’approccio al mercato dell’impresa era incentrato prevalentemente su strategie di tipo push, basate su una comunicazione di tipo one-to-many, propria della comunicazione di massa. La funzione attribuita al marketing era quella di intercettare il consumatore durante il processo di acquisto, attraverso i principali mezzi di comunicazione (televisione, radio, stampa, ecc.), al fine di indirizzarlo verso la scelta di un prodotto specifico.

QUERY DI RICERCA

Le query di ricerca sono un insieme di parole chiave (keywords) con cui un utente esprime un’intenzione di ricerca sul Web (chiamata tecnicamente search intent) attraverso l’uso di un motore di ricerca. In breve, è una ricerca di informazioni online, per soddisfare un desiderio, un bisogno o una necessità e si realizza con l’uso di più parole, definite “a coda lunga”, in una forma sempre più simile a quella conversazionale.

Nell’Inbound marketing e nel linguaggio SEO, le query di ricerca possono essere di 3 tipi:
query di navigazione: l’utente ha un intento preciso, sta cercando qualcosa di specifico (per esempio, “scarpe gialle Adidas”);
query di ricerca informativa: ricerca per ottenere informazioni su qualcosa che non si conosce (per esempio, “cos’è una query di ricerca”);
query di ricerca transazionale: si tratta di una ricerca che ha l’intenzione di completare una transazione, come ad esempio un acquisto. Queste query possono includere nomi di marche e prodotti precisi oppure essere generiche o ancora includere termini come “comprare”, “acquistare” o “ordinare.”

REACH

E’ il numero di persone raggiunte da un certo contenuto social come foto, video, testo. Ciò che conta è la persona, quindi, quando parliamo di reach, parliamo di utenti unici, cioè il numero di utenti che hanno visualizzato quel contenuto e non il numero di volte; se un utente vede più volte un contenuto, viene comunque considerato = 1.
Spesse volte il reach viene confuso con le impression, che invece esprimono il numero totale di volte che un contenuto viene visualizzato. In questo caso se un utente unico ha visualizzato 3 volte un post, l’impression è = 3.
Il reach può essere potenziale (numero di utenti che potremmo raggiungere) e reach reale (numero di utenti effettivamente raggiunti).
Un elevato valore di reach, aiuta considerevolmente quello che viene definito engagement, cioè il potere dei nostri contenuti di generare interazioni.

Come fare per avere una maggiore reach?
Il contenuto è il re. E’ l’elemento attrattivo. Se vogliamo avere più utenti unici (reach) e se vogliamo aumentare il numero di interazioni dei nostri post (engagement) è fondamentale realizzare contenuti di qualità in base alla nostra audience (persone potenzialmente interessate ai nostri contenuti).
Questo prevede una buona pianificazione e promozione di contenuti:
1. A chi vogliamo parlare?
2. Che cosa voglio comunicare?
3. Come posso fare la differenza per i miei utenti?
Queste sono le 3 domande principali che ci dobbiamo porre per realizzare il nostro calendario editoriale.
Se i nostri contenuti sono interessanti, pertinenti, utili al nostro target potenziale, inevitabilmente il nostro pubblico ed interazioni aumentano.

REFFERALS

E’ una sorgente di traffico verso il tuo sito, cioè un link all’interno di un sito web che punta verso il tuo. In parole semplici, il referral è il sito (o il dominio) che ha un link verso il tuo sito.
Un referral si verifica quando un utente fa clic su un link, banner o altro, che lo indirizza a una pagina di un nuovo sito web. Dal sito di destinazione vengono così acquisite le informazioni relative al sito di origine (referrer), che comprendono l’URL, eventuali termini di ricerca utilizzati, ora e data.

Leader in questo campo sono sempre stati i motori di ricerca ma, secondo le più note società di analisi, in questo periodo Google sta registrando sempre più diminuzioni e un sorpasso notevole da parte dei principali Social Network.

REMARKETING (RETARGETING)

Quante volte ci è capitato di cercare un prodotto/servizio, su Internet, e successivamente abbiamo trovato sul web un annuncio che riguardava proprio quel prodotto/servizio?
Ecco il Remarketing.

Il Remarketing (definito anche Retargeting) è una pubblicità particolare che viene visualizzata dagli utenti che hanno compiuto determinate azioni in precedenza su Internet, ma senza aver concluso la procedura di acquisto, o la conversione.
Questo metodo permette di tenere alta l’attenzione sul tuo sito richiamando chi se n’è andato, aumentare la visibilità del brand e mostrare le tue migliori offerte a persone che conoscono già i prodotti e i servizi della tua attività.

Ma come avviene tutto ciò?
Tramite i Cookie, che tracciano le nostre azioni sul web, attraverso un semplice codice Javascript.
Infatti, inserendo uno di questi codici nel nostro sito web, ogni volta che otterremo una visita, il Cookie rilascerà al motore di ricerca un codice che ci permetterà di tracciare il comportamento dell’utente sul web e, di conseguenza, di creare delle particolari campagne, e fare in modo che queste vengano viste solo da chi ha già visitato il nostro sito in precedenza.
Possiamo attivare delle campagne di Remarketing sia grazie a Google Ads (Google AdWords) che Facebook.

Il Remarketing è sicuramente una tecnica molto performante, ma non può funzionare da solo: deve far parte di una strategia.
È molto utile per generare conversioni, ma non riuscirà mai a farci trovare sul web senza una buona strategia di posizionamento del sito, o di focalizzazione.
Il modo migliore per generare business, ed emergere rispetto ai nostri competitors, è utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Realizzando quindi una strategia di Marketing Integrato, senza lasciare nulla al caso e curando ogni minimo particolare.

ROI

Il termine ROI (Return On Investment) è una misura di rendimento.
Indica il ritorno sugli investimenti e valuta l’efficienza di un investimento marketing o confronta l’efficienza di più investimenti.

Il ROI è la performance che otteniamo da un investimento, espresso in percentuale, e ci mostra quanti vantaggi abbiamo ottenuto per ogni euro investito. Quindi, maggiore è il ritorno sull’investimento, maggiore è il valore che attribuiamo all’azione di marketing attivata.

Il ROI ci permette di conoscere l’andamento delle azioni e se la strategia di marketing sta funzionando o no – ciò richiede un controllo e un miglioramento continuo.
Uno dei metodi più utilizzati per misurare i diversi investimenti sono i test A/B, uno strumento utile per ottimizzare ogni elemento della strategia di marketing.
Ciò che però è importante tenere conto nel calcolo del ROI è il fattore tempo, poiché un investimento può dare benefici a lungo termine.

Leggi l’articolo sul nostro blog su come definire un ROI chiaro e corretto.

SEM

La SEM (Search Engine Marketing) è la specifica branchia del Web Marketing che include tutte le attività che hanno come obiettivo quello di condurre sul proprio sito web il maggior numero possibile di utenti mentre navigano sui motori di ricerca.

Oggi dipendiamo dal mondo di internet. Se non siamo presenti online, non esistiamo nel mondo reale.
È necessaria una strategia specifica, basata sulla focalizzazione e il posizionamento, che ci permetta di scalare le classifiche di Google.
Grazie al Search Engine Marketing, è possibile attivare diverse operazioni di Web Marketing per raggiungere gli obiettivi di visibilità stabiliti, in termini di reperibilità del sito internet sui motori di ricerca.
Inoltre, del Search Engine Marketing, fanno parte anche le attività di analisi e reportistica, necessarie per valutare il successo delle nostre strategie, i punti di miglioramento e i relativi ritorni economici.

SEO

SEO significa Search Engine Optimization, tradotto letteralmente: “ottimizzazione per i motori di ricerca”.
La SEO è l’insieme di strategie e pratiche volte ad aumentare la visibilità di un sito internet migliorandone la posizione nelle classifiche dei motori di ricerca, nei risultati non a pagamento, detti risultati “puri” o “organici”.

Per attuare una strategia SEO vincente è fondamentale partire con la keyword research: bisogna scegliere parole chiave specifiche, meno competitive ma con un alto tasso di conversione, per soddisfare i bisogni informativi degli utenti. Le parole chiave devono essere pertinenti al prodotto/servizio che viene offerto.

Le pratiche SEO si dividono in due aree:
SEO ON-PAGE: Compre tutte quelle pratiche di ottimizzazione che vengono svolte all’interno delle pagine di un sito.
L’ottimizzazione on-page riguarda elementi come codice HTML, struttura di un sito, contenuti testuali e immagini.

SEO OFF-PAGE: Comprende tutte quelle pratiche e tecniche che vengono svolte al di fuori del sito per migliorare la posizione di un sito web all’interno della Serp. Questi fattori mostrano ai motori di ricerca il modo in cui il sito si adatta al resto del Web e il modo in cui altri siti lo reputano attendibile.
L’ottimizzazione off-page riguarda i riguarda i link esterni, la loro rilevanza e l’autorevolezza del loro dominio, i segnali dai social ecc. Ottimizzare la presenza fuori dal sito significa migliorare

SERP

SERP è l’acronimo di Search Engine Results Page, cioè pagina dei risultati dei motori di ricerca.
Le pagine dei risultati dei motori di ricerca sono pagine web servite agli utenti quando cercano qualcosa online tramite un motore di ricerca. L’utente inserisce la sua query di ricerca e il motore di ricerca gli presenta una SERP.

Ogni SERP risulta unica, anche per le query di ricerca effettuate sullo stesso motore di ricerca con le stesse parole chiave. Questo perché praticamente tutti i motori di ricerca personalizzano l’esperienza per i loro utenti, presentando i risultati sulla base di una vasta gamma di fattori che vanno oltre i termini di ricerca, come la posizione fisica dell’utente, la cronologia di navigazione e le impostazioni. Due SERP possono apparire identiche e contenere molti degli stessi risultati, ma spesso presentano sottili differenze.
Le SERP possono contenere due tipi di risultati:
risultati “organici”: sono “classifiche naturali” che dipendono dalla strategia SEO delle parole chiave. Se una pagina si classifica organicamente vuol dire che ha un piano SEO molto forte alla base, ovviamente una strategia Seo richiederà più tempo per essere implementata.
risultati a pagamento: sono classifiche che sono influenzate da annunci sponsorizzati sul motore di ricerca o campagne PPC (Pay Per Click). Gli annunci sponsorizzati verranno classificati e collocati in base ad un’offerta e al loro punteggio di qualità complessivo. La differenza con la strategia SEO è che un annuncio sponsorizzato, una volta pagato, sarà immediatamente visibile.

SMART

Nel Marketing, SMART è un acronimo, utilizzato per definire i nostri obiettivi che devono rispondere a determinate caratteristiche, così da poter da sviluppare una strategia di comunicazione efficace ed efficiente.
S = Specific (Specifico): l’obiettivo deve essere definito e tangibile, ed esprimere chiaramente cosa, come e perché lo vuoi ottenere;
M = Measurable (Misurabile): devi creare obiettivi che siano misurabili dato che solo così saprai se li stai raggiungendo. Per esempio: “aumentare la produzione del 15%” o “ridurre le spese del 10%”, ecc.;
A = Achievable (Realizzabile): ogni obiettivo è una sfida, il tuo progetto deve essere realistico e commisurato alle risorse e alle capacità di cui disponi;
R = Relevant (Rilevante): prendi atto dei tuoi limiti e definisci come pensi di raggiungere il tuo obiettivo. Analizza attentamente il rapporto costi/benefici del progetto che stai per intraprendere;
T = Time-based (Temporizzabile): ogni obiettivo è legato ad una scadenza, e prevede tutta una serie di step di verifica, che implichino precise relazioni tra le varie attività necessarie al suo compimento.

TEST A/B

A volte non si è convinti di un annuncio pubblicitario o di un elemento di una pagina web, quindi è necessario un test.
Il test A/B è un esperimento grazie a cui si può offrire ad un pubblico definito due versioni differenti (la versione A e la versione B) di un annuncio pubblicitario, di una pagina web, di un titolo, di una foto o anche di un form, di un pulsante, in pratica di un qualsiasi elemento si voglia testare.

Ogni azienda proprietaria di un sito web vuole che gli utenti si convertano da semplici visitatori a lead qualificati. La velocità con cui un sito web è in grado di farlo è il suo tasso di conversione. Misurare l’andamento di una variazione (A o B) significa misurare la velocità con cui converte i visitatori in obiettivi. La versione che dà un migliore tasso di conversione, vince!
Inoltre, attraverso l’ A/B test si può determinare se la modifica dell’esperienza ha avuto un effetto positivo, negativo o nullo sul comportamento dei visitatori.

Il test A/B  possono influenzare molto anche il ritorno sull’investimento. Il  ROI, in questo caso, può essere enorme, in quanto anche piccole modifiche su una pagina di destinazione o sul sito web possono determinare un aumento significativo dei lead generati, delle vendite e delle entrate.

TONE OF VOICE

Con questo termine indichiamo il modo in cui un’azienda decide di rapportarsi con i suoi clienti, o potenziali clienti. È il “tono di voce” che si vuole dare alla comunicazione, in armonia con l’identità di marca, e definisce il carattere e la personalità che si vogliono costruire per un prodotto o un brand.
E’ un aspetto molto importante della comunicazione, quindi è importante decidere quale modo è il più adatto e coerente per comunicare i nostri contenuti di valore.
Il tone of voice può essere istituzionale, friendly, giovanile, sensuale, ironico…

Il tone of voice adottato deve rispecchiare l’azienda e sarà, quindi, necessario sceglierlo non solo in base alla mission ma anche al target di riferimento.
Si tratta di un elemento imprescindibile di una copy strategy, dove il tone of voice definisce lo spirito della campagna pubblicitaria ed è dunque applicabile a tutta la comunicazione, indipendentemente dai mezzi su cui viene veicolata.

TRAFFICO ORGANICO

Traffico organico si riferisce al comportamento dei visitatori che arrivano sul sito web dopo aver digitato nel campo di ricerca una o più parole chiave.

Per incrementare il traffico organico di un sito web è necessario pubblicare, con continuità, contenuti di qualità, utili e coerenti al proprio sito o blog. Una delle tecniche del marketing digitale orientata al miglioramento del traffico organico è la SEO – ottimizzazione dei motori di ricerca.

La creazione di contenuti di valore con parole chiave specifiche è essenziale per aumentare i risultati di ricerca organica.
L’unico difetto di questa strategie è che ricerca organica  richiede tempo per essere indicizzata: incrementare il traffico organico e guadagnare posizioni migliori richiede tempo.

Il traffico organico è l’opposto del traffico a pagamento, che genera visite dagli annunci sponsorizzati, a seguito di un’offerta da parte di un inserzionista.

UI & UX

L’obiettivo principale di un sito web, un sito e-commerce o una web app è quello di far si che potenziali clienti convertano, richiedendo informazioni, acquistando un prodotto o iscrivendosi alla newsletter, etc. La User Interface e la User eXperience ricoprono un ruolo fondamentale, ma attenzione a non confonderli. UI e UX rappresentano due momenti diversi della realizzazione di un’interfaccia e “lavorano insieme” per guidare l’utente affinché compia una determinata azione.
Vediamo nel dettaglio questi due momenti.

Cos’è la User Interface (UI)?
La User Interface rappresenta l’interfaccia grafica vera e propria, quell’insieme di elementi che permette l’interazione tra l’utente finale e lo strumento digitale; in un sito web, ad esempio, il pulsante (o call to action) è l’elemento dell’interfaccia che consente all’utente di compiere una determinata azione (come quelle elencate precedentemente).
Gli utenti hanno familiarità con determinati elementi grafici, come appunto il pulsante, e si aspettano da essi un preciso comportamento; risulta evidente quindi l’importanza di soddisfare le aspettative adottando scelte prevedibili e coerenti.

Cos’è la User eXperience (UX)?
La User eXperience, o esperienza utente, è per definizione l’insieme di sensazioni e ricordi che l’utente prova nel rapportarsi con un sito web, con un determinato catalogo prodotti, magari di un e-commerce, oppure con uno specifico brand. In sostanza rappresenta tutti gli aspetti che condizionano le modalità di accesso allo strumento digitale e alle sue informazioni.
Per chiarire il concetto, un esempio di cattiva User eXperience è quello di accedere ad un sito e-commerce, trovare a fatica un paio di pantaloni che ci piacciono e non riuscire a capire quali taglie sono disponibili, oppure trovare difficoltà nel processo di registrazione/acquisto perché lungo e complicato.
Il fatto che un tuo potenziale cliente non riesca a trovare la taglia giusta dei pantaloni che gli piacciono o che, una volta trovate, gli si presenti davanti un procedimento “infinito” per la registrazione e l’acquisto del prodotto comporterà un alto tasso di abbandono del vostro sito di e-commerce. Quando cerco una cosa devo trovarla il prima possibile, guardando nel posto dove mi aspetto di trovarla, principio alla base di tutto il ragionamento.
Concludendo, UI e UX operando insieme consentono di sviluppare il sito web, il sito e-commerce o la web app come se le aspettano i tuoi clienti, con scorciatoie grafiche che gli consentano di raggiungere l’obiettivo prefissato (acquisto, iscrizione, click…) in modo da renderli il più soddisfatti possibile.